"Scopo di ATSL erogare servizi di qualità a tutti i cittadini della Liguria. Doveroso sfatare ingiustificati allarmismi e inesattezze"
Si riporta la dichiarazione congiunta del Direttore Generale di ATSL Marco Damonte Prioli, del Direttore Sociosanitario di ATSL Pierluigi Vinai, del Direttore Sanitario di ATSL Michele Orlando e del Direttore Amministrativo di ATSL Maria Elena Galbusera.
"È obbligo di ATSL assicurare assoluta trasparenza e rassicurare le cittadine e i cittadini circa la qualità, la prossimità e l’efficienza dei servizi sociosanitari che ATSL garantisce e garantirà in futuro. È obbligo di ATSL smentire inesattezze e sfatare ingiustificati allarmi. A questo fine ATSL intende chiarire pubblicamente alcune informazioni.
Gli interventi di riorganizzazione del sistema sanitario non sono motivati da estemporanee scelte discrezionali. Essi rispondono, in larga parte, all’imprescindibile e improrogabile esigenza di applicare lo standard qualitativo, strutturale e quantitativo previsto dal Decreto Ministeriale numero 70 del 2015, stabilito dalla cosiddetta Legge Balduzzi. Il modello proposto dalla Direzione di ATSL è coerente con le indicazioni di AGENAS e del Ministero della Salute. Si tratta di un modello già adottato con successo in numerose realtà sanitarie italiane.
Nel Piano Organizzativo Aziendale non è prevista alcuna riduzione delle attività assistenziali attualmente erogate né alcun ridimensionamento in termini di posti letto ospedalieri assegnati. La realizzazione degli Ospedali di Comunità ha determinato un incremento dei posti letto e incrementato l’attività territoriale. L’istituzione di Strutture Complesse che comprendono più territori consente di fornire risposte coordinate e omogenee, garantendo la condivisione dei percorsi clinici e lo sviluppo e l’attuazione di strategie comuni in termini di gestione delle emergenze. L’organizzazione prevede l’istituzione di strutture locali con risorse dedicate e un livello gestionale che si affianca al Direttore di Struttura Complessa. Per tali ragioni gli allarmi circa la regia di un unico primario per le strutture di Malattie Infettive sono assolutamente ingiustificati e privi di fondamento. I servizi al cittadino sono garantiti dalle strutture.
Circa la riorganizzazione ospedaliera, il nuovo assetto proposto nel POA si articola in Strutture Complesse con direzioni funzionali inter-area. Si tratta di un passaggio a un modello di rete clinica integrata. La direzione inter-area garantisce maggiore coordinamento con i centri regionali di riferimento, refertazione più rapida e accesso a second opinion. Il nuovo modello si fonda su strumenti consolidati di clinical governance, tra cui: PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) condivisi tra le Aree, per una presa in carico tempestiva e coordinata dei pazienti oncologici, cronici e fragili; audit clinici periodici e monitoraggio di indicatori di qualità, esito e appropriatezza; integrazione multidisciplinare tra oncologi, radioterapisti, patologi e chirurghi per le decisioni sui pazienti con casi complessi.
Ad esempio la riorganizzazione dei primariati di Anatomia Patologica e Radioterapia dell’Ospedale San Paolo di Savona non devono in alcun modo allarmare i cittadini. Non è prevista la chiusura né la riduzione di tali servizi ospedalieri. I due reparti restano pienamente operativi presso l’Ospedale, con la stessa capacità assistenziale, la medesima dotazione tecnologica e il medesimo personale specializzato attualmente in servizio. La rete inter-area rafforza, non indebolisce, la capacità del San Paolo di continuare a essere polo di riferimento per l'oncologia e ginecologia a livello regionale. Il San Paolo rimane punto di riferimento regionale su HPV. Le prestazioni proseguono senza soluzione di continuità, con l'ulteriore vantaggio di un allineamento più stretto ai protocolli oncologici nazionali. Standard uniformi di sicurezza, qualità e personale riducono le disomogeneità che, quelle sì, storicamente hanno penalizzato alcune aree. L'Ospedale San Paolo non viene indebolito da questa riorganizzazione: viene inserito in un sistema più integrato, capace di garantire standard uniformi e maggiore resilienza clinica, mantenendo al contempo piena operatività locale.
Si rappresenta infine che questo modello di organizzazione integrato, su macro aree, consente di tenere aperte e operative tutte le strutture attualmente esistenti, garantendo il rispetto dei requisiti imposti dalla legge.
È comprensibile che un piano di riorganizzazione così profondo di un servizio essenziale e delicato come quello sanitario, possa generare preoccupazioni e incertezze. Obiettivo di ATSL è offrire a tutti l’opportunità di confrontarsi su elementi concreti e prospettive reali. L’Azienda Tutela della Salute Liguria è impegnata, nell’esclusivo interesse di tutti i cittadini della Liguria, ad assicurare un servizio sanitario pubblico efficiente e di qualità, nel continuo doveroso confronto con comunità e amministrazioni locali".